| Vastogirardi | ||||||||
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Il castello |
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| Importanti vestigia storiche,
notevoli risorse paesaggistiche e naturali fanno di Vastogirardi uno dei
paesi dell'Alto Molise con maggiori attrattive per il visitatore. Stazione climatica per eccellenza per l'aria salubre e la genuinità dei prodotti alimentari, conosciuti anche fuori provincia, il paese presenta varie evidenze architettoniche e archeologiche. Solo nella prima metà del XVIII sec. la località assunse l'attuale nome: la sua denominazione passò nel corso dei secoli da Castrum Girardi a Rocca Girardo, Guasti Belardi, Guardia Gilardo del XVI sec. conservando sempre lo stesso significato di "rocca, difesa" per la prima parte del nome, mentre l'aggiunta di Girardo è riferita ad un antico proprietario del luogo. All'VIII - IX sec. risale il borgo fortificato della ridente località, borgo circondato da castello e mura che formano un'unica realtà architettonica. Visibili ancora oggi le torri inglobate in modo peculiare nelle mura delle abitazioni, che anticamente si presentavano più alte della cortina muraria. L'urbanistica del paese si presenta dunque "ad avvolgimento" con il vertice rappresentato dal castello e man ma-no lo snodarsi del paese fra angoli in pietra, vie, portali, chiavi di volta scolpite con date e figurazioni. Notevole la fioritura di chiese e di luoghi sacri, dalla quattrocentesca Chiesa di San Nicola, racchiusa nel borgo medievale e più volte restaurata, alle Chiese di San Rocco del 1702, di Santa Maria delle Grazie, di inizio XVIII sec. e della Congregazione dei Morti. Tra i palazzi vanno menzionati il Palazzo Selvaggi, edificato nel 1714 da Fernando Fuga, allievo del Vanvitelli, e il Palazzo Marracino. La natura vastogirardese è particolarmente rigogliosa per boschi, riserve, sorgenti. Nel Bosco della Contrada San Nicola troneggia infatti con la sua magnifica chioma e dall'alto dei suoi venticinque metri e dei suoi oltre 300 anni di vita Re Fajone (il Faggione), antico esemplare di faggio, ancora intatto e rigoglioso. La Riserva Naturale di Monte-dimezzo, tutelata dall'Unesco, il Bosco comunale in contrada San Nicola, le Sorgenti del Trigno con Capo d'Acqua e Capo Trigno e la presenza del Tratturo Celano - Foggia rendono Vastogirardi e i suoi territori particolarmente attraenti e adatti a chi voglia immergersi in luoghi puri ed incontaminati. Genuini e rinomati sono soprattutto i prodotti caseari di Vastogirardi, in particolare la gustosa "treccia", latticino a pasta molle presentato in forma di morbida treccia. Varie sono le sagre legate alla degustazione di piatti tipici del luogo e alla tradizione religiosa come il Fuoco di Sant'Antonio del 17 gennaio. Molto attesa è la festa del patrono anche per il "Volo dell'Angelo" (il primo e due luglio). La suggestiva cerimonia ha per protagonista un bambino vestito da angelo che, sospeso ad un carrucola, percorre lo spazio fra la Chiesa della Madonna delle Grazie e l'edificio di fronte mentre distribuisce piccoli doni ai presenti.
Il castello di Vastogirardi si presenta nella sua particolare tipologia di borgo fortificato, giacchè privo della rocca principale in linea con altri esempi in provincia (Roccaravindola, Scapoli, Santa Maria Oliveto). Vi si accede attraverso un'enorme porta ove sono collocati gli stemmi nobiliari ed una iscrizione celebrativa della famiglia Petra, ultima titolare del feudo di Vastogirardi, cui si devono le trasformazioni edilizie operate nel corso del XVII sec. Al suo interno elemento caratterizzante è una piazza, che un tempo fungeva da corte rurale e che oggi apre alla Chiesa di San Nicola e alle abitazioni private, anch'esse tutt'uno con la cinta muraria della fortezza A cura dell'Associazione Ad Pyr
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Il castello |
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