San Pietro Avellana

San Pietro Avellana si presenta con un aspetto architettonico nuovo, in quanto distrutto per eventi geologici e bellici per ben tre volte, ma il suo cuore, per storia e tradizioni, è antico. La denominazione riprende il nome di San Pietro da un antico cenobio benedettino, sorto intorno all'anno Mille, che de-terminò la nascita del paese, come è avvenuto nella storia di numerosi altri centri originatisi dal processo di colonizzazione attuato dai monaci seguaci della regola di San Benedetto. Anche l'aggiunta di Avellana è legata al monastero che era situato in località Volana, un tempo città sannitica conquistata e distrutta nel 459 a. C. dal console romano Carvilio.
La presenza sannitica è testimoniata dalle fortificazioni, in tre circuiti murari, rilevate in località Monte Miglio, in prossimità del tratturo Celano - Foggia. Antiche sono le tradizioni legate alla vita contadina del paese: attrezzi, oggetti vari e costumi d'epoca, insieme a frammenti scultorei, sono infatti custoditi nel Museo civico della Civiltà e del Costume d'Epoca, testimonianza tangibile della volontà del paese di recuperare e conservare la propria memoria.
Ancora tracce storiche ed artistiche sono visibili nel Complesso parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, in stile romanico, con annessa Chiesa di Sant'Amico,ricostruito sull'antico Abbazia di S.Pietro o Sangrina che dipendeva da Montecassino ed aveva possedimenti su tutto il territorio altomolisano e dell'alto sangro il cui primo documento è dell'anno 1026,che conserva strutture ed elementi architettonici del XIII sec. e la testa in argento del reliquario del Santo (sec. XV). Nella Chiesetta di Sant'Amico, scintillante nei colori pesca chiaro ed avorio, è il Glorioso dedicato al Santo. Da visitare, in un locale sacro ad essa attiguo, la bella esposizione di statue lignee, in gesso e in carta pesta, piccoli capolavori per fattura, colori ed espressività.
Le antiche vestigia del paese sono ben visibili anche nella Taverna del Sangro, in località Taverna, e nella settecentesca Fontana grande, che campeggia al termine di una bella scalinata in pietra. Uno dei punti forza del paese è sicuramente il paesaggio ricco di bellezze naturali e soprattutto boschive. Il Bosco di Sant'Amico, con l'eremo dedicato al Santo (unico Santo vissuto e morto nella nostra regione), la variegata flora, l'aria salubre, il fiume Sangro, le Sorgenti del Vandra e del Rio, la Riserva naturale di Montedimezzo, il Laghetto in località "La Torre del Feudozzo", la Pineta con circa 18.000 pini del 1931 e, non ultima, la possibilità di raggiungere i centri di Roccaraso e di Capracotta per praticare sport invernali, sono piacevoli realtà per un turismo alla ricerca di semplicità e benessere. San Pietro Avellana, dal 1996, fa parte dell'Associazione nazionale "Città del tartufo" per la rigogliosa presenza di tartufo nero e bianco. La "Sagra del tartufo nero", nella seconda domenica di agosto, e "La Mostra - mercato del tartufo bianco pregiato", ai primi di novembre, richiamano da ogni dove turisti ed estimatori del prezioso tubero sotterraneo.

A cura dell'Associazione Ad Pyr

Ruderi della taverna

Eremo di S. Amico

Fontana grande